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lug
2014

Sparta Praga, anno di grazia 2014

Negli ultimi cinque anni, nonostante dei buoni risultati, lo Sparta Praga non è mai sembrato all’altezza della sua storia. Dalla scorsa stagione però, un ottimo allenatore e una squadra piena di talenti stanno riportando il club della capitale in una nuova epoca d’oro

Quinta puntata del nostro “giro” fra le più importanti squadre dell’est degli ultimi anni. Abbiamo parlato di Dinamo Zagabria, Partizan Belgrado, Maribor e Željezničar. Nei prossimi giorni scriveremo di Slovan Bratislava e Budućnost Podgorica

L

ondra, 1920. Il dottor Otakar Petřík si trova nella capitale inglese da pochi giorni. È all’Highbury e sta guardando una partita del club di casa, l’Arsenal.
Le divise rosse e bianche dei Gunners al dottore piacciono molto. Così tanto che in quel preciso momento decide di adottare quei colori per il club di cui è presidente: lo Sparta Praga.

L’Athletic Club Sparta Praha fotbal, conosciuto più semplicemente come Sparta Praga è la squadra di calcio dell’omonima polisportiva. È stata fondata nel 1983 e storicamente è la squadra più importante della Repubblica Ceca.
Nella bacheca dei trofei della società figurano 21 campionati cecoslovacchi, 12 campionati cechi, 18 coppe nazionali e 3 Coppe Mitropa.
La squadra gioca le partite casalinghe allo Stadio Letna, un impianto da ventimila posti che prende il nome dal grande parco che domina Praga.

Dall’anno della sua fondazione, esclusi i due decenni ’60-’70 in cui in Cecoslovacchia dominò il Dukla, lo Sparta è stata l’eccellenza del calcio nazionale. Ha cresciuto i migliori talenti, è stata la squadra che ha fornito più giocatori alla nazionale e ha rappresentato il calcio ceco in Europa.

Dalla seconda metà degli anni duemila però, questo dominio è stato temporaneamente interrotto dall’affermazione di altre tre squadre: Viktoria Plzen, Slavia Praga e Slovan Liberec.
Mentre lo Slavia si è limitato vincere due titoli nazionali, nel 2008 e nel 2009, le altre due squadre citate, Viktoria Plzen in primis e dallo scorso anno lo Slovan Liberec, hanno sostituito lo Sparta come immagine del calcio ceco in Europa.
Lo Sparta Praga, nonostante il campionato vinto nel 2010, ha pagato la situazione stagnate in cui si era ritrovato.
Abituato a dominare facilmente, il club non è riuscito immediatamente a investire e svilupparsi in maniera adeguata per affrontare la crescita delle altre squadre (siamo ripetitivi ma teniamo a ricordare che gli anni 2000 non sono stati affatto anni deludenti per lo Sparta, solo sotto le aspettative).
Una delle possibili cause che hanno portato il club, in quegli anni, a perdere parte del suo prestigio è probabilmente il non aver sfruttato al meglio le doti e i ricavi generati dalla vendita dei suoi migliori giocatori.
Per citarne alcuni: l’ottimo difensore Michal Kadlec venne venduto al Leverkusen per poco più di 2 milioni; Juraj Kucka e Wilfred Bony, sebbene comprati per poche migliaia di euro, vennero ceduti troppo frettolosamente per una cifra complessiva di 8 milioni.

Vítězslav Lavička

Negli ultimi due anni tuttavia, l’andamento della squadra sembra poter tornare agli alti livelli di un tempo.
Questa “rinascita” non è frutto del caso ma è il risultato del lavoro di un ottimo allenatore: Vítězslav Lavička.
Lavička fu assunto come vice-allenatore allo Sparta Praga nel 1997. Fu chiamato ad allenare la prima squadra per tre mesi, da aprile a giugno 2001. L’anno dopo allenò una delle squadre di Praga, il Viktoria Zizkov. Vi rimase fino al 2003, quando cominciò ad ottenere i primi imporanti risultati. Nel 2006 vinse un incredibile campionato con lo Slovan Liberec e fu nominato allenatore dell’anno. Tutto sembrava presagire l’inizio immediato di una grande carriera, ma quel momento non arrivò subito.
Lavicka allenò la nazionale ceca U21 per un anno, poi di nuovo lo Sparta per pochi mesi. A febbraio 2008 si trasferì in Australia, dove vinse la A-League l’anno dopo con il Sidney FC.
Fece ritorno in Repubblica Ceca nel 2012.

Puntualmente venne chiamato ad allenare lo Sparta Praga: questa volta non temporaneamente ma stabilmente, per vincere.
Al suo ritornò trovò subito una squadra rinnovata con tanti giovani talenti che permisero allo Sparta di disputare un’ottima Europa League due anni fa, di tornare a vincere il campionato dopo quattro anni, con tredici punti di distacco dal Plzen, e di finire la stagione 2013/2014 in bellezza con la vittoria della coppa nazionale.

Il suo modulo, che possiamo definire un 4-2-3-1 alla Jupp Heynckes, ha saputo tirare fuori il meglio dai giocatori presenti in rosa. La stessa cosa che non successe nelle precedenti stagioni e causò un ritardo nello sviluppo di alcuni giovani promettenti.

Parlavamo di talenti

Forse talenti di così tanta qualità non si vedevano dai tempi di Nedved e Rosicky.
Il giovane più promettente è sicuramente Ladislav Krejci, ala sinistra nato nel 1992 e dotato di grande velocità, ottima tecnica e buon rapporto con il gol: otto reti e sei assist nella passata stagione.
Il pilastro della squadra è Josef Husbauer, un regista che in patria è considerato il miglior giocatore della sua generazione. In effetti un centrocampista da 18 gol e 9 assist stagionali a Praga non lo vedevano da molto tempo.

A Giugno è stato venduto al Basilea il giovane portiere Tomas Vaclik, ma in squadra restano ancora tanti giocatori di qualità: da Costa, il miglior terzino destro del campionato, a Kaderàbek, Vacha, Matejovsky, Dockal e il capocannoniere David Lafata.

 

2015

La nuova stagione dello Sparta è partita con una grande vittoria per 3 a 0 contro il Viktoria Plzen nella Supercoppa Ceca. Un’altra vittoria che conferma la decisiva stagione che il club di Praga si prepara ad affrontare.

Buona parte del futuro del club dipende soprattutto dalle coppe europee. Se in patria non è quasi mai arrivato dopo il secondo posto, lo Sparta in Europa deve riuscire a raggiungere i livelli di vent’anni fa, quando era quasi sempre presente o in Champions League o in Coppa Uefa. Quest’anno ha tutti i mezzi per riuscirci.

 

(Photo: @ACSPARTA_CZ)

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