5
Set
2015

Le distanze della seconda divisione russa

La seconda divisione russa è il campionato in cui si viaggia di più al mondo. Le squadre agli estremi orientali e occidentali del paese sono divise da due stati, più di novemila chilometri e nove fusi orari diversi.

Un tifoso di una squadra di PFN Ligi, la seconda divisione russa, dovrebbe percorrerre in media quasi centomila chilometri in una stagione per seguire la propria squadra in ogni trasferta. Nessuno lo fa, ovviamente, e di conseguenza, se alle lunghissime distanze si associano le pessime condizioni di molti stadi e il periodo in cui fa troppo freddo per assistere ad una partita in uno stadio scoperto, la media spettatori del campionato di seconda divisione è ogni anno sempre molto bassa.
Organizzare un campionato con squadre così distanti fra loro spesso si rivela molto problematico. Alcune piccole squadre, magari anche in difficoltà economiche, possono non riuscire a coprire le spese di una trasferta particolarmente lunga.
Le città di Vladivostok e Chabarosvk, dove hanno sede due club di seconda divisione, si trovano all’estremità orientale del territorio russo: più vicine a Pechino, Tokyo, Pyongyang e Ulan Bator che a Mosca, distante circa 9.000 chilometri. La maggioranza delle altre squadre invece si trova nella parte europea del paese e nella zona degli Urali, considerata il confine naturale tra Russia europea e asiatica. Ognuna di queste squadre deve viaggiare per quasi ventimila chilometri per andare e tornare da Vladivostok e Chabarosvk.

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Come sono disposte geograficamente le squadre della seconda divisione russa di quest’anno (l’immagine si ingrandisce con un clic)

 

Il Baltika, la squadra dell’oblast di Kaliningrad, l’exclave russa che si affaccia sul Mar Baltico circondata da Lituania, Polonia e Bielorussia, per ogni partita fuori casa deve sempre attraversare almeno due paese stranieri prima di rientrare nuovamente in Russia. Per andare a giocare a Vladivostok è costretta a fare minimo uno scalo, di solito a Mosca, per poi ripartire. Fra andata e ritorno il Baltika dovrà passare circa ventisei ore in aereo, senza contare gli imbarchi e lo scalo, e attraversare nove diversi fusi orari.
Al Luč-Ėnergija Vladivostok e allo Ska-Ėnergija Chabarovsk va decisamente molto peggio. Le due squadre, in questa stagione, non faranno mai meno di ottocento chilometri per andare a giocare in trasferta e dovranno viaggiare per quasi trecentomila chilometri. Spesso molti giocatori del Vladivostok, soprattutto quelli stranieri, si lamentano degli spostamenti da fare una volta ogni due settimane. Può capitare che una squadra di categoria superiore e molto più forte del Luč o dello Ska perda in malo modo dopo aver passato circa otto ore in aereo per raggiungere le due città orientali.
Nel 2006 tre tifosi dello Zenit guidarono per 15.000 chilometri fino a Vladivostok. Una volta arrivati in città la macchina con cui erano partiti era pronta per la rottamazione. Tornarono a San Pietroburgo in treno, percorrendo la storica linea ferroviaria Transiberiana, e lo Zenit pensò bene di compragli un’altra macchina.

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