6
Lug
2015

Il dio del calcio croato

Zdravko Mamic, il vice presidente della Dinamo Zagabria, è uno dei personaggi più oscuri del calcio balcanico. Ora potrebbe cadere sotto le accuse di evasione fiscale, appropriazione indebita e corruzione.

Zdravko Mamić, nato vicino a Zagabria nel 1959, è dal 2003 il vice presidente esecutivo della Dinamo Zagabria e di fatto l’uomo che la controlla. La sua storia è sempre stata legata alla Dinamo: da ragazzo venne scartato dalle giovanili del club e a quindici anni cominció a lavorare vendendo cuscinetti in una bancarella fuori dallo stadio Maksimir.
Durante il caos economico nel periodo delle guerre jugoslave, Mamić divenne in qualche modo socio di alcune aziende di Zagabria e alcuni anni dopo vendette le sue quote partecipative ad un produttore di armi. Diventò poi un procuratore e in pochi anni riuscì a curare gli interessi di diversi giocatori della Dinamo. Trattò la cessione di Boško Balaban all’Aston Villa, quella di Eduardo all’Arsenal e quella di Vedran Ćorluka al Manchester City.


“Succhiamelo idiota, mio figlio fa quello che io ritengo sia giusto. Stupido idiota, figlio di puttana. Ora hai avuto quello che volevi. Mi scopo tua madre”.

 

La Dinamo Zagabria è ancora un’associazione civica e riceve regolarmente finanziamenti pubblici. Come associazione civica è tenuta ad organizzare consigli direttivi e pubbliche elezioni. Tutto questo sotto la guida di Mamić non è mai successo. I tifosi della Dinamo lo contestano da una decina di anni e dalla scorsa stagione disertano tutte le partite casalinghe della squadra. Negli ultimi due anni la media spettatori del Maksimir, lo stadio della Dinamo da trentamila posti, è calata fino ad arrivare sotto le seimila presenze, partite di Champions ed Europa League comprese.
Mamić e parte della sua famiglia, secondo i tifosi croati e ora anche per la giustiza, non possono essere sia procuratori sia amministratori del club. In questo conflitto di interessi Mamić trae un guadagno personale dai soldi ricavati dalla vendita dei migliori giocatori all’estero. In che modo? Attraverso l’ASA International, un’agenzia che cura gli interessi di numerosi giocatori ed ex-giocatori della Dinamo, controllata da Mario Mamić, figlio di Zdravko. L’ASA inserisce sistematicamente nei contratti dei suoi giocatori delle clausole che assicurano all’agenzia delle percentuali degli stipendi o dei trasferimenti degli stessi giocatori. Per fare un esempio, l’ASA ha diritto al venti percento dei ricavi annuali di Luka Modrić da quando il centrocampista croato è stato venduto all’estero, nel 2010. La stessa clausola è stata inserita nel contratto di Eduardo, altro ex giocatore della Dinamo ora allo Shakhtar Donetsk, che ha portato il suo caso in tribunale.
Zdravko Mamić inoltre condivide il controllo della Dinamo Zagabria con suo fratello Zoran, ex calciatore, che ricopre le cariche di allenatore della prima squadra e direttore sportivo. Anche lui è indagato. Si stima che i due fratelli abbiano un patrimonio di più di trenta milioni, molti dei quali ingiustificati.


Nel 2007 viene beccato in Azerbaigian mentre approccia con una certa insistenza una danzatrice del ventre.

 

Non c’è mai stato, nella sua carriera, un periodo senza polemiche, squalifiche, insulti a colleghi o a giornalisti. Ė stato deferito dalla Uefa per aver festeggiato con il saluto romano la vittoria contro l’Ekranas nei preliminari di Champions League del 2006; dopo aver perso temporaneamente la carica di direttore sportivo aggredì il direttore generale della Dinamo Josip Šoić, che riuscì a scappare solamente scavalcando una recinzione; nel 1995 tiro un pugno a Niko Čeko, calciatore dello Zagabria, e aggredì alcuni vigili urbani che gli stavano portando via la macchina parcheggiata in divieto di sosta.


Non ha mai nascosto la sua antipatia per l’Hajduk Spalato, che non a caso è la società che più lo vorrebbe fuori dai giochi.

 

Le vittime preferite di Mamić sono i giornalisti, i quali sono abituati a venire ricoperti dai peggiori insulti, nel migliore dei casi, nei peggiori arrivano spintoni, pugni e minacce.
Mamić non è mai stato condannato e spesso nemmeno indagato. Quindici anni fa venne radiato a vita dalla federazione croata per aver aggredito un suo dirigente. Oggi tutti sembrano essersene dimenticati e Mamić non ha mai scontato un giorno di radiazione.

Ora l’agenzia croata contro la corruzione e il crimine organizzato ha arrestato Zdravko e Zoran Mamić, che dovranno stare in custodia per trenta giorni. Le accuse contro i fratelli Mamić sono di evasione fiscale, corruzione e di aver generato profitti illegali dalla vendita di alcuni giocatori della Dinamo. Secondo i media croati l’agenzia sta indagando in special modo sui trasferimenti di Luka Modric al Tottenham e di Dejan Lovren al Lione.

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