30
mag
2015

Il campionato moldavo e “il furto del secolo”

Il dominio dello Sheriff Tiraspol è stato interrotto dal Milsami Orhei, il cui presidente è agli arresti domiciliari con l’accusa di aver sottratto quasi un miliardo di euro dalle casse dei tre istituti di credito più importanti del paese.

Il campionato moldavo di calcio è terminato con tre squadre in vetta a parimerito. A trionfare in base alla classifica avulsa è stato il Milsami Orhei che, vincendo 2-1 nell’ultima giornata contro la capolista Dacia Chişinău, ha agganciato i rivali in testa alla classifica insieme allo Sheriff Tiraspol. Si tratta del primo scudetto per la squadra di Orhei, fondata nel 2005 e vincitrice del primo scudetto moldavo assegnato fuori dalle città di Chişinău – la capitale – e Tiraspol, capitale della regione separatista della Transnistria e sede dello Sheriff Tiraspol, la squadra che nel nuovo millennio ha imposto il proprio dominio sulla Divizia Națională, vincendo tredici scudetti in quindici stagioni.

Dietro al successo del Milsami Orhei ci sono però anche i soldi di Ilan Shor, businessman milionario di origini israeliane, ex presidente del Consiglio di Amministrazione della Banca de Economii din Moldova (BEM), il principale istituto di credito del paese, e membro del CdA dell’Aeroporto Internazionale di Chişinău.
Mentre il Milsami superava il Dacia e cuciva lo scudetto sulla propria maglia, Shor si trovava agli arresti domiciliari con l’accusa di aver causato un buco finanziario da 18 miliardi di lei (quasi un miliardo di euro) nelle casse di tre istituti di credito tra il 2012 e il 2014. Il caso, in Moldavia, è stato ribattezzato jaful secolului, la rapina del secolo, ed è oggetto di interrogazioni parlamentari che accusano i più alti vertici politici, tra cui l’ex premier Vlad Filat e il due volte presidente della repubblica Vladimir Voronin, di aver coperto il caso. Ilan Shor, principale indagato, è accusato di aver dirottato i fondi della BEM, della Banca Socială e della Unibank verso conti off-shore. Secondo un rapporto, il debito consisterebbe di 13,3 miliardi di lei in prestiti non performanti offerti a cinque aziende che fanno capo a Shor e di 4,7 miliardi di debiti non pagati.

Nonostante l’arresto e il congelamento dei suoi fondi, Ilan Shor non ha ancora ricevuto una condanna definitiva e ha quindi potuto candidarsi alle elezioni municipali di Orhei che si terranno il prossimo 14 giugno. Elezioni che Shor, sull’onda del trionfo del Milsami, potrebbe vincere o almeno portare al ballottaggio e che, soprattutto, gli potrebbero fornire la scusa per essere scarcerato. I suoi avvocati hanno infatti annunciato un’istanza per chiedere la revoca degli arresti in ossequio al diritto di fare campagna elettorale garantito per legge. La scorsa settimana in più di un’occasione alcune macchine di proprietà dell’affarista sono state viste dalle telecamere di Jurnal TV fare la spola, piene di bagagli, dal domicilio di Shor all’aeroporto.

Se il Milsami trionfa, c’è invece chi è arrivato in fondo al campionato solo per chiudere il sipario definitivamente. Il Tiraspol, campione di Moldavia nel 1997 (quando ancora aveva sede nella capitale e si chiamava Constructorul Chișinău) e tre volte vincitore della Cupa Moldovei, nonostante il quarto posto in un campionato modificato dal ritiro di due squadre (Costuleni e Veris Chișinău) ha annunciato sul proprio sito ufficiale il 26 maggio che alla fine della stagione calcistica cesserà le attività professionali. La squadra era stata fondata da Valerij Rotar’, pezzo grosso della malavita moldava ucciso insieme a una guardia del corpo nel 2000. Rotar’ era un vor v zakone (“ladro nella legge”), figura di élite nelle mafie sovietiche e post-sovietiche, e aveva passato quindici anni in carcere, ma aveva dichiarato di aver chiuso le sue attività criminali poco tempo prima di perdere la vita.

Il club ha quindi rinunciato a disputare il campionato 2015/2016 e i preliminari di Europa League: il suo posto dovrebbe essere preso dal Saxan Gagaúz Yerí di Ceadîr-Lunga, squadra della regione autonoma di Gagauzia. La regione è abitata a maggioranza dall’etnia gagauza – di origine turca – e ha pertanto uno statuto autonomo, conservando una forza di polizia propria e il diritto all’autodeterminazione nel caso in cui la Moldova decida di unirsi con la Romania.

 

Articolo editato di Damiano Benzoni pubblicato su Dinamo Babel il 22/05/2022

 

 

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In copertina: soldati moldavi allo Sheriff Stadium (FC Sheriff)

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