25
mar
2015

Le ombre attorno a Davor Suker

L’ex attaccante, ora presidente della federazione croata, è stato eletto nel comitato esecutivo UEFA ma in molti si chiedono che idee abbia veramente.

I Mondiali in Francia sono finiti diciassette anni fa. Davor Šuker si è ritirato nel 2003 e oggi, dodici anni dopo, l’immagine di punta di diamante del dream team croato non esiste più, almeno in patria.

Sia quando era giocatore sia da quando si è ritirato ed ha iniziato una nuova carriera da dirigente, Šuker è stato più volte al centro di diverse polemiche e accusato di essere vicino a movimenti di estrema destra. Nel 1996 venne fotografato sorridente davanti alla tomba del leader degli ustascia e criminale di guerra Ante Pavelić, a Madrid. Quando gli venne chiesto conto di quell’episodio, Šuker si limitò a rispondere che la sua era soltanto una visita ad un luogo d’interesse.
Più recentemente invece, come presidente della HNS - la federazione croata - disse ai giocatori della nazionale in partenza per il Brasile di giocare “in onore di Josip Simunic”, il capitano croato squalificato dieci partite per aver urlato lo slogan ustascia “Za dom – spremni!” (Per la patria - pronti!) dopo la vittoria in casa contro l’Islanda al Maksimir di Zagabria.

In patria Šuker è diventato estremamente impopolare. Da quando è presidente della federazione non è sembrato mai veramente interessato ai tanti problemi del calcio croato e la sua vicinanza a Zdravko Mamic, il contestatissimo vice presidente della Dinamo Zagabria, non ha fatto altro che peggiorare le cose.
Lo scorso novembre quasi trentamila persone hanno manifestato a Spalato contro la dirigenza della HNS. A chi cercava una risposta o una semplice dichiarazione, Šuker disse di essere all’estero per lavoro. In realtà era sì all’estero, ma alla festa di compleanno del presidente della federazione thailandese e membro del comitato esecutivo della FIFA Worawi Makudi.

Šuker è stato eletto nel comitato esecutivo UEFA del terzo mandato di Michel Platini. Fra i suoi sostenitori c’è anche la federazione serba (FSS), che stranamente ha sempre ignorato le voci sulla sua presunta simpatia per gli ustascia, che nella Seconda Guerra mondiale uccisero, insieme ad oppositori, rom ed ebrei anche migliaia di serbi. In molti quindi si chiedono quali siano i rapporti con il presidente della FSS Tomislav Karadzic e quali idee abbia veramente Šuker.

 

 

In copertina: Davor Suker (Drago Spota)

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