9
Mar
2015

Manuale di autodistruzione per squadre di calcio

Lo Slovan Bratislava attende da anni la realizzazione del suo nuovo stadio. I lavori però sono fermi e la squadra è costretta a giocare in un vecchio stadio inospitale che ha causato un incredibile crollo dell’affluenza. Anche i risultati ne risentono.

Alcune settimane fa abbiamo parlato di come la costruzione di nuovi impianti non porti automaticamente ad un aumento di spettatori se non è seguita da una serie di norme che ne facilitino l’accesso. Si faceva l’esempio dell’Ungheria, dove negli ultimi anni sono stati costruiti diversi nuovi stadi ma in alcuni di essi il numero di spettatori non è aumentato come previsto ed è invece diminuito.
Un altro caso simile viene da Bratislava.

In un piccolo campionato che genera pochi ricavi, avere una buona media spettatori può fare la differenza. Lo Slovan Bratislava, la prima (e per ora unica) squadra della capitale slovacca nonchè la più importante e ricca del paese, gioca temporaneamente le sue partite al Pasiensky in attesa che venga conclusa la costruzione del nuovo Tehelné pole, prevista per il 2017.
Il Pasiensky è un impianto inadatto ad ospitare una squadra tradizionalmente importante – anche se piccola per gli standard europei – come lo Slovan: non ha il minimo comfort per lo spettatore, ha appena diecimila posti, il campo è circondato da una vecchia pista d’atletica e gli spalti non sono abbastanza rialzati da permettere anche solo una buona visuale del campo. Non si capisce quale sia la tribuna principale e cosa più importante è pericoloso: manca anche il minimo sistema di sicurezza, le recinzioni tra i diversi settori sono accatastate in malo modo e, se ne sono accorti bene i tifosi dello Sparta qualche mese fa, sono facilmente oltrepassabili.

 

Per la partita in questione lo Slovan è stato multato dall’UEFA per le condizioni poco sicure dello stadio e la Federazione slovacca ha dovuto concedere una deroga al club per poter continuare a giocarci.

Tutto ciò ha portato ad un netto crollo degli spettatori. La media in campionato è di circa 1.500 presenze a partita, numero che aumenta leggermente in Europa League, com’è logico che sia per una piccola realtà. Nell’ultima partita giocata in campionato gli spettatori non erano nemmeno mille.
C’è da dire poi che come se non bastasse lo Slovan sta vivendo una delle peggiori stagioni degli ultimi dieci anni. In campionato, squadre più organizzate come Zilina e Trencin sono distanti più di dieci punti e l’ultima partecipazione all’Europa League è stata quasi una tragedia: un solo gol segnato, diciannove subiti e naturalmente tutte le partite perse.
Anche economicamente lo Slovan non se la passa bene. La sopravvivenza del club è garantita finora solo dal presidente Ivan Kmotrik, uno degli uomini più ricchi di Slovacchia, in quanto la società non genera ricavi sufficienti, premi UEFA di quest’anno esclusi.


Slovan – Zilina, un tempo una delle partite più sentite, oggi è solo uno spettacolo desolante

 

Non è possibile un trasferimento in un altro stadio perchè il Pasiensky è l’unico impianto rimasto in piedi in città e trasferirsi altrove non avrebbe senso. Ad oggi, non è stata posata nemmeno la prima pietra del nuovo Tehelné pole: l’area in cui dovrà sorgere è solo una grande spianata di terra. Il presidente dello Slovan, visto i ritardi dei lavori, avrebbe intenzione di affidare progetto e proprietà al comune di Bratislava, privando il club di un’importante fonte di guadagno.
Lo Slovan dovrà giocare al Pasiensky altri due anni che porteranno un notevole danno d’immagine ed economico al club, in passato il più seguito del paese.
Se la costruzione del Tehelné pole dovesse subire ulteriori ritardi o peggio ancora dovesse incappare in qualche problema economico, lo Slovan rischierebbe tantissimo.

 

 

In copertina: il settore ospiti del Pasiensky

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