20
Feb
2015

Viktoria

Skoda, Vrba e Horváth: tre nomi dietro al sorprendente successo del Viktoria Plzen e di una città che ora non è più conosciuta soltanto per i suoi birrifici.

Partire dal nulla, sorpassare tutti e restare stabilmente in testa. Negli ultimi anni diverse squadre europee sono riuscite a far funzionare il proprio progetto di crescita e ad elevare notevolmente e in poco tempo il proprio livello. In tal senso, una delle storie piú entusiasmanti è quella del Viktoria Plzen, capace di passare in pochi anni da un mediocre anonimato ai migliori palcoscenici internazionali.

 

Pilsener e Skoda

Plzen è da sempre una delle più importanti città della Repubblica Ceca. Si trova nella Boemia occidentale, a pochi chilometri dal confine tedesco e a circa a metà strada della vecchia via commerciale che collegava Praga alla Baviera, a Norimberga e a Regensburg, e che esiste ancora oggi. Verso la metà del primo millennio, quella parte di Boemia, fu un’importantissima zona economica e culturale. Oggi la città è famosa soprattutto per i suoi birrifici e per la Pilsener, una delle tipologie di birra più famose al mondo creata per la prima volta proprio a Plzen nel 1840.

A Plzen il calcio arrivò nel 1901 e per il successivo decennio rimase cosa per amatori e dilettanti. Nel 1930 - quasi una quindicina di anni dopo la fondazione- il Viktoria Plzen ottenne la licenza per giocare nella seconda divisione nazionale, dove al primo colpo riuscì a conquistare la promozione alla massima serie, fra i giganti Sparta e Slavia.
Dal 1930, per circa quarant’anni, il Viktoria Plzen visse in un eterno periodo di costante mediocrità, fra retrocessioni e promozioni, senza successi nè glorie. Nel 1970 arrivò il primo mezzo trofeo, mezzo perchè il club, che nel frattempo prese il nome dalla Škoda - una delle più importanti case automobilistiche dell’Est Europa fondata proprio in città - vinse la finale ceca della coppa nazionale ma perse quella contro la vincitrice della coppa slovacca, lo Spartak Trnava.
L’anno dopo il Plzen partecipò di diritto alla Coppa delle Coppe: la partita di ritorno della sfida contro il Bayern Monaco - persa per 6 a 1 - fu l’ultima presenza in Europa dei boemi per i successivi trentanove anni.

Nel campionato cecoslovacco - fin dalla sua istituzione nel dopoguerra - le grandi squadre delle due capitali, Praga e Bratislava (insieme alla cittá satellite di Trnava) vennero sempre privilegiate e in un certo modo favorite (vedi la storia del Dukla Praga, qui). La Rivoluzione di Velluto e la divisione della Cecoslovacchia riportarono equilibrio e un po’ più di giustizia nei due nuovi campionati, che seppur più piccoli, riuscirono a creare una propria giusta dimensione. In tutto questo, lo Škoda Plzen ridiventò Viktoria Plzen.

 

Dopo la Cecoslovacchia

I primi anni 2000 il Viktoria li passa facendo su e giù tra prima e seconda divisione. Nel 2005 comincia la riorganizzazione societaria: Škoda ritorna ad essere il principale partner economico del club attraverso la partner sudcoreana Doosan, poi, nel 2008, vengono ingaggiati i due personaggi simbolo del moderno Viktoria Plzen: l’ottimo ma ancora sconosciuto allenatore Pavel Vrba, preso dai campioni slovacchi dello Zilina, e Pavel Horváth, centrocampista dello Sparta Praga.

Nel 2010 il Viktoria vince il suo primo importante trofeo, la coppa nazionale, sconfiggendo il Jablonec proprio nello stadio dei futuri rivali dello Sparta Praga. L’anno dopo arriva finalmente il primo titolo nazionale, che qualifica automaticamente il club al terzo turno dei preliminari di Champions League.
La prima avventura europea dopo quasi quarant’anni, cominciata con il solo scopo di abituare la squadra alle competizioni internazionali, diventa la prima bella sorpresa: il Viktoria arriva terzo ai gironi, dopo Barcellona e Milan e sopra il BATE Borisov, poi passa ai sedicesimi di Europa League dove viene eliminato dallo Schalke. L’edizione successiva dell’Europa League, il Viktoria la gioca fin dai gironi, che passa da primo sopra l’Atletico Madrid. Ai sedicesmi fa fuori il Napoli con un complessivo 5 a 0, e si ferma agli ottavi.

Nella stessa stagione il Viktoria vince il suo secondo campionato in tre anni e ormai non è più una sorpresa per nessuno. Anche la squadra cittadina di Hockey - sport seguitissimo in Repubblica Ceca - vince il suo primo titolo nazionale nel 2012 e Plzen sostituisce Praga come capitale dello sport ceco.

 

Vrba, Horváth e di nuovo Skoda

L’approccio pragmatico di Pavel Vrba, che gli ha permesso di vincere diversi titoli in due nazioni diverse, è stato seguito da molte altre squadre nazionali che oggi giocano un calcio molto più occidentale. Nel periodo della sua gestione, Vrba ha saputo usare al meglio gli ottimi giocatori di cui già disponeva: tuttavia, fra di loro, solo Vladimir Darida e Petr Jiracek sono riusciti ad affermarsi anche in Bundesliga, mentre tutti gli altri giocatori che hanno provato l’esperienza in un campionato estero sono tornarti al club di origine, nonostante alcuni di loro - Rajtoral e Petrezela su tutti - siano considerati ottimi giocatori e facciano parte stabilmente della nazionale ceca.
Il successo tattico di Vrba sarebbe stato molto più difficile da raggiungere senza Pavel Horváth leader della squadra. Horváth, centrocampista di grande esperienza con un’ottima carriera, non è più giovane da una decina di anni e non ha mai goduto di una condizione fisica ottimale. Questo non gli ha impedito, da quando fa parte della squadra, di essere il punto fondamentale del gioco, l’uomo che mette in ordine le cose e che tranquilliza sempre tutti.

I soldi ricavati dalla sponsorizzazione della Skoda e dai premi UEFA, sono stati investiti in modo accurato e sempre seguendo un progetto di crescita ben chiaro. Prima ristrutturando completamente la Doosan Arena, la casa del Viktoria, e poi affiancandole ottime strutture societarie.

 

Dalla scorsa stagione - senza Pavel Vrba, ora allenatore della nazionale ceca - il Viktoria ha un avversario di nuovo temibile: lo Sparta Praga si è rialzato da una generale disorganizzazione in cui si trovava da anni e dal 2013 sta vivendo uno dei migliori periodi della sua recente storia. Il Viktoria dovrà dimostrare di saper stare in alto anche quando le cose cambiano e si fanno più difficili. In ogni caso, il duello con lo Sparta darà una grande spinta a tutto il calcio nazionale.

 

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*articolo rieditato

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