8
Feb
2015

La forza tranquilla

Breve ritratto di Marcelo Brozovic, ultimo arrivato della nuova generazione di calciatori croati che sembra non aver timore di alcun campo.

La nuova generazione di calciatori croati, quella che per intenderci va dal ’91 al ’95 e che si sta facendo conoscere dall’Europa da un paio di anni, ha un carattere distintivo comune: Jedvaj, Vrsaljko, Kovačić e Brozović (l’ultimo ad avere lasciato la Dinamo Zagabria, club dal quale provengono tutti e quattro) in campo mostrano una sicurezza e una fiducia nelle proprie capacità che tradisce la loro vera età. Sembra quasi che abbiano alle spalle una carriera intera. Per capirci meglio: la miglior partita di Šime Vrsaljko, finora, è stata quella inaugurale dei Mondiali in Brasile giocata contro i padroni di casa in una bolgia da sessantamila spettatori. E sempre Vrsaljko, a ventidue anni, ha indossato la fascia di capitano della Croazia nell’amichevole di Londra contro l’Argentina di Messi, Di Maria e Aguero; Tin Jedvaj (19), dopo un anno in ombra alla Roma, è stata una delle rivelazioni della prima parte di Bundesliga; poi c’è Mateo Kovačić, che paradossalmente è il più talentuoso dei quattro ma anche quello che da meno sicurezza degli altri proprio perché a volte è troppo sicuro di sè in un ruolo che richiede maggior responsabilità. Capita che sparisca momentaneamente dal campo, o che tenga palla troppo a lungo per poi perderla in zone pericolose. Nonostante ciò, Kovačić ha dei colpi incredibili ed è stabilmente nel giro della nazionale maggiore da quando ha diciassette anni.
Infine c’è Marcelo Brozović, il meno conosciuto dei quattro già citati che però, proprio per questo, potrebbe sorprendere più degli altri.

Brozović è stato uno dei giocatori più importanti della Dinamo Zagabria negli ultimi anni. È nato e cresciuto a Zagabria e ha cominciato la carriera tra i professionisti nel Hrvatski Dragovoljac, squadra di Zagabria che oscilla ogni anno fra prima e seconda divisione nazionale.
Dopo aver fatto tutta la trafila delle nazionali giovanili, nel 2011 viene di fatto comprato dalla Dinamo ma registrato come acquisto della Lokomotiva, piccola squadra della capitale croata che da circa sette anni è sotto controllo della Dinamo.


Nella stagione 2011/2012 - a 19 anni - Brozović è uno dei migliori centrocampisti del campionato croato

 

Alla Lokomotiva, Brozović si abitua a giocare stabilmente in prima divisione, cresce e guadagna esperienza. Diventa il leader silenzioso della squadra e si fa notare per la sua incisività e per il suo ritmo di gioco costantemente alto, senza mai sfigurare e senza mai eccedere in aggressività: una forza tranquilla.
L’anno dopo viene chiamato dalla Dinamo ed è subito titolare. Gioca una trentina di partite tra campionato e Champions League, sempre a modo suo e non va mai al di sotto della sufficienza.


Nel corso degli anni ha incrementato notevolmente la sua percentuale realizzativa su punizione

 

La stagione successiva diventa il faro di centrocampo di una squadra giovanissima e fa pesare di meno l’assenza di Mateo Kovačić. Fa la spola tra il centrocampo e l’area di rigore avversaria aggiustando tutte la palle che passano per i suoi piedi.
Nonostante giochi sempre ad un ritmo superiore, l’aggressività non è una delle sue doti migliori. Da mediano o incontrista rende meno che da interno o trequartista.
In molti avranno notato l’espressione apatica della sua faccia nei sui primi giorni milanesi, è così anche in campo: mai un atteggiamento al di sopra delle righe e mai un’esultanza scomposta; qualche raro scatto di nervosismo tuttavia ci fa ricordare la sua natura da essere umano.
Senza quell’apparente indifferenza verso tutto probabilmente non riuscirebbe a giocare liberamente in qualsiasi campo da calcio, dal più fangoso provinciale all’Arena Corinthians contro il Brasile, con quel modo di muoversi alla “so quel che faccio”.

Nell’ultimo anno e mezzo passato alla Dinamo, Brozović ha riempito l’ultima casella abilità mancante abituandosi a segnare con una certa regolarità, in campionato e in coppa.
All’Inter, da questo inverno, ha la possibilità di diventare un giocatore importante, se riuscirà ad evitare il bacio mortale che spesso il biscione rifila ai propri giocatori di belle speranze.

 

 

In copertina: Marcelo Brozović

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