1
Dic
2014

Nessun dramma

La squalifica dalla Champions League è la cosa migliore che sia capitata negli ultimi anni al Legia Varsavia. E forse anche al calcio polacco.

Dalle minacce di morte alla qualificazione ai sedicesmi di Europa League. Il dramma di fine estate del Legia Varsavia, estromesso dalla Champions per aver schierato un giocatore squalificato, portò i tifosi di mezza capitale (e anche lo stesso club, a dire il vero) sull’orlo dell’isteria collettiva.
Tre mesi dopo il Legia sta vivendo uno dei periodi più floridi della sua recente storia e in futuro la situazione può solo migliorare.

La qualificazione alla Champions League, cosa che sarebbe probabilmente avvenuta, avrebbe fruttato al Legia circa venti milioni di euro fra premi, incassi e diritti tv. Avrebbe portato le più importanti squadra d’Europa a giocare alla Pepsi Arena di Varsavia e fatto guadagnare popolarità al club e al calcio polacco.
Tutto molto bello ma non così tanto se consideriamo alcune cose: il Legia è il club più ricco di Polonia, può contare su un budget di circa venti milioni, il doppio di quanto dispongono i diretti rivali del Lech Poznan, e gode di un’ottima solidità economica.
La squadra della capitale però non ha un grande appeal e non può pensare di ingaggiare giocatori importanti o con ingaggi pesanti.
Sarebbe folle sostenere che venti milioni siano inutili, ma nel caso del Legia non avrebbero avuto un impatto così importante nel bilancio societario e avrebbero allargato il divario con le altre squadre polacche rendendo il campionato meno competitivo.
Per un anno in Champions il Legia si sarebbe trovato nelle stagioni successive a giocare in un campionato con squadre nettamente inferiori (com’è già successo alla Dinamo Zagabria e al Partizan Belgrado) e quindi di nuovo al punto di partenza.

La considerazione più importante da fare tuttavia è che dal prossimo anno il ranking UEFA non calcolerà più la stagione 2010/2011, anno in cui il Lech Poznań fece guadagnare parecchi punti al coefficente UEFA polacco.
Considerando che quest’anno il Legia in Champions avrebbe vinto meno di quattro partite, la qualificazione ai sedicesimi di Europa League con un turno di anticipo e con quattro vittorie ha già fatto alzare il coefficente stagionale a livelli più alti delle ultime due stagioni.

La squadra della capitale inoltre ha fornito delle prestazioni al di sopra di ogni aspettativa che non hanno niente a che fare con la pessima figura europea dell’anno scorso.
La competitività dell’Europa League si avvicina di più a quella del campionato polacco. In questo modo i tanti giovani promettenti in rosa hanno la possibilità di una crescita graduale verso l’alto, cosa che la Champions non permette, specialmente negli ultimi anni.

 

 

In copertina: tifosi del Legia Varsavia

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