25
nov
2014

Cosa succede in Croazia?

Il calcio croato non sta vivendo un bel periodo e ha due grossi problemi da risolvere. Difficilmente però troverà una soluzione a tutto.

Domenica 23 novembre, allo stadio Maksimir di Zagabria, si sarebbe dovuto giocare il derby eterno croato tra Dinamo e Hajduk, le due squadre più famose del paese e simbolo del calcio croato.
Pochi minuti prima dell’inizio della partita però, i tifosi ospiti sono stati inaspettatamente bloccati ai cancelli dello stadio e ad un centinaio di loro è stato vietato l’ingresso.
Quando la notizia è giunta negli spogliatoi, i giocatori dell’Hajduk hanno prima deciso di scendere in campo con una ventina di minuti di ritardo, poi di non giocare definitivamente.

Una settimana fa, a San Siro, un centinaio di tifosi croati a seguito della nazionale hanno interrotto per diversi minuti la partita contro l’Italia lanciando fumogeni in campo dal secondo e terzo anello dello stadio.
I due episodi sono solo l’ultimo capitolo dello scontro tra Federazione, tifosi e club croati, iniziato più di un anno fa.

 

Qual’è il problema?

L’opinione generale tra i tifosi croati (non solo ultras) è che la Federazione (HNS) sia profondamente corrotta e controllata da un’oscura figura in particolare, Zdravko Mamić.
Mamić è da diversi anni dirigente della Federazione e viene descritto anche dai media come “la persona che controlla il calcio croato”.
Mamić, oltre ad avere un incarico ufficiale nella HNS è anche vice-presidente della Dinamo Zagabria, il club più forte del paese e vincitore degli ultimi nove campionati.
La Dinamo è ufficialmente un’associazione pubblica finanziata dal denaro dei contribuenti (soci) ma da anni viene gestita come un’azienda di famiglia.

I tifosi della Dinamo dalla scorsa stagione disertano le partite della squadra per contestare Mamić, il quale, secondo loro, trae un guadagno personale dai soldi ricavati dalla vendita dei migliori giocatori del club all’estero. In che modo? Attraverso l’ASA International, un’agenzia che cura gli interessi di numerosi giocatori ed ex-giocatori della Dinamo, controllata da Mario Mamic, figlio di Zdravko. L’ASA è solita inserire nei contratti dei suoi giocatori delle clausole che assicurano delle percentuali dei contratti o dei trasferimenti all’agenzia. Per fare un esempio, l’ASA ha diritto ad una minima parte dell’ingaggio di Luka Modrić da quando il centrocampista croato è stato venduto all’estero, nel 2010.
La stessa clausola è stata inserita nel contratto di Eduardo, altro ex giocatore del club ora allo Shakhtar Donetsk che ha portato il suo caso in tribunale.
Zdravko Mamić inoltre condivide il controllo della Dinamo Zagabria con suo fratello Zoran, ex giocatore della nazionale, ora allenatore del club.

Negli ultimi due anni la media spettatori del Maksmir, lo stadio della Dinamo da 30.000 posti, è calata fino ad arrivare sotto i seimila, partite di Champions ed Europa League comprese.

Sia come vicepresidente della Dinamo sia come dirigente della Federazione croata, Mamić ha sempre cercato di tagliare fuori chiunque provasse a contestarlo o ad opporsi alle sue decisioni: dagli stessi dirigenti ai club di prima divisione fino ad arrivare ai tifosi. Le cosidette “liste nere”, degli elenchi in cui vengono inseriti i nomi dei tifosi da non fare entrare negli stadi, sono state create per volontà di Mamić e del suo staff e non tengono conto dei precedenti penali dei tifosi.

Mamić poi è spesso protagonista di episodi perlomeno movimentati in cui insulta alcuni giornalisti o in cui esprime alla luce del sole la sua “antipatia” per l’Hajduk Spalato.

 

La presenza di Mamić ha influenzato anche l’opinione su Davor Suker, ex calciatore ora presidente della HNS, un tempo considerato una leggenda in Croazia e oggi visto di cattivo occhio da molti.

Se i motivi per contestare Mamić e la federazione sono sotto gli occhi di tutti, non sono di certo immuni da tutto gli ultras croati, che negli anni si sono spesso resi protagonisti di brutti episodi, in patria e all’estero, anche in periodi migliori per il calcio croato.
I Bad Blue Boys e la Torcida Split, i gruppi ultras più numerosi della Dinamo Zagabria e dell’Hajduk Spalato sono famosi per essere particolarmente violenti e per aver esercitato per anni forti pressioni all’interno dei rispettivi club, beneficiando anche di favori economici.
Gli ultras croati, come abbiamo detto, contestano da anni l’HNS ma in un modo non giustificabile che mette in cattiva luce anche il resto dei tifosi e non sposta l’attenzione sulle discutibili decisioni di Mamić.

 

Sia Mamić sia gli ultras sono dei problemi che il calcio croato difficilmente riuscirà a risolvere nei prossimi anni, considerando da una parte il potere di Mamić, dall’altra il profondo radicamento degli ultras nel calcio nazionale.

 

 

In copertina: ultras di Dinamo Zagabria e Hajduk Spalato contestano insieme la HNS

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