9
lug
2014

“Pensavamo di aver vinto alla lotteria”

La storia recente dello Željeznicar, squadra dei ferrovieri di Sarajevo che nel 2005 vendette Edin Dzeko per ottantamila euro.

Quarta puntata del nostro giro fra le più importanti squadre dell’est degli ultimi anni. Abbiamo parlato della Dinamo Zagabria, del Partizan Belgrado e del Maribor. Nei prossimi giorni scriveremo di Sparta Praga e Slovan Bratislava.

Il Fudbalski Klub Željezničar è una storica società calcistica di Sarajevo fondata dai dipendenti delle ferrovie nazionali nel 1920.
Nato per essere un piccolo luogo di ritrovo fra amici e colleghi e finanziato solo tramite donazioni, lo Željezničar un’anno dopo la fondazione riuscì ad iscriversi alla federazione nazionale. Per i successivi vent’anni la squadra non ottenne risultati rilevanti, si limitò a giocare in qualche campionato locale con modesti risultati.
Nel 1946, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, il club subì dei profondi cambiamenti. La società venne riorganizzata e alcuni imprenditori si impegnarono a finanziarla. Gli sforzi del dopoguerra portarono alla prima storica vittoria del campionato bosniaco del 1946. Nello stesso anno nacque l’FK Sarajevo, la seconda squadra della capitale che diventerà la grande rivale dei ferrovieri.
Negli anni successivi lo Željezničar partecipò alla Prva Liga Jugoslava riuscendo a vincerla nella stagione 1971/1972: la prima vittoria per una squadra bosniaca.

La storia del club si arrestò negli anni ottanta. Prima a causa di una crisi economica poi per lo scoppio delle guerre jugoslave. Oltre ai pesantissimi danni subiti dalla città e al perenne stato di paura in cui i cittadini erano costretti a vivere, lo stadio Grbavica - casa dello Željezničar - venne gravemente danneggiato dai bombardamenti serbi e reso inutilizzabile per diversi anni. Nel 1994 nacque la Premijer Liga Bosne i Hercegovine e molto lentamente il calcio bosniaco riprese la sua attività. Da lì in poi il club vinse sei titoli nazionali e cinque coppe di Bosnia.
Verso la metà degli anni duemila, la storia del club si incrociò con quella di Edin Džeko, allora un giovane calciatore bosniaco nato e cresciuto nella Sarajevo sotto assedio.

Džeko, durante la militanza nello Željezničar, era noto a tutti come “cloc”, un termine usato per definire un’ingombrante pezzo di legno, sicuramente non un complimento. Dzeko alcuni anni dopo dichiarerà: “…allo Željezničar ero molto giovane, avevo 16 o 17 anni quando giocai per la prima volta con la squadra maggiore. Era molto difficile per me giocare venti minuti a partita e non riuscivo a dare il massimo”.
Quando nel 2005 venne venduto al Teplice per ottantamila euro, uno dei dirigenti del club disse che pensarono di aver vinto alla lotteria. Sappiamo poi come proseguì la storia.
Džeko venne comprato dal Wolfsburg nel 2007 per circa quattro milioni di euro e quattro anni dopo fu venduto al Manchester City per trenta milioni. Oggi è uno degli attaccanti più forti in circolazione.

Piccole percentuali delle cifre enormi che Wolfsburg e Manchester City pagarono per avere Džeko - che di conseguenza diventano delle buone percentuali - vennero girate allo Željezničar. Proprio grazie ai trasferimenti del “pezzo di legno” lo Željezničar è da quasi cinque anni stabilmente ai vertici del campionato bosniaco. E ai dirigenti che pensarono di aver vinto alla lotteria, non andò poi così male.

 

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*articolo rieditato

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