6
lug
2014

Maribor, capitale del calcio sloveno

Dato per fallito nel 2006, oggi il Maribor è una delle società sportive più solide e organizzate della penisola balcanica.

Terza puntata del nostro giro fra le più importanti squadre dell’est degli ultimi anni. Abbiamo parlato della Dinamo Zagabria e del Partizan Belgrado, nei prossimi giorni scriveremo di Sparta Praga e Željezničar.

Quasi dieci anni fa rischiò il fallimento ma ne uscì sano e salvo grazie ad una nuova organizzazione societaria e all’intervento di tre grandi ex giocatori. Fra le squadre dell’ex Jugoslavia, oggi il Maribor è quella che ha raggiunto i migliori piazzamenti europei pur giocando nel campionato meno competitivo.

Il Nogometni Klub Maribor è una società sportiva slovena fondata nel 1960. Gioca le partite casalinghe allo stadio Ljudski vrt, un piccolo gioiello da tredicimila posti.
All’epoca della Prva Liga Jugoslava - il vecchio campionato jugoslavo - il club non raggiunse mai posizioni di rilievo. Negli anni ottanta la squadra slovena fu protagonista di un vasto caso di corruzione. Alcuni dirigenti sòoveni furono accusati e poi condannati per aver pagato dei membri delle squadre avversarie in cambio di risultati favorevoli. Il Maribor fu retrocesso d’ufficio in seconda divisione e vi rimase fino all’indipendenza slovena, nel 1991.

Dagli anni novanta in poi, grazie soprattutto alle dimensioni ridotte del nuovo campionato, il club cominciò la sua serie di successi: 12 campionati, 8 coppe nazionali e 3 supercoppe. Nella Stagione 1999/2000 il club ottenne una storica qualificazione alla fase a gironi della Champions League, battendo nei turni di qualificazione i belgi del Genk e, ai playoff, l’Olympique Lyonnais.

 

Il Maribor diventò così uno dei quattro club dell’ex Jugoslavia (Dinamo Zagabria, Partizan e Hajduk Spalato) ad aver ottenuto l’accesso ai gironi della competizione per club più importante d’Europa. Un risultato storico che però costò molto.

 

Problemi economici

Gli investimenti fatti per partecipare alla Champions League non furono mai recuperati e il club si indebitò pesantemente. Con un passivo di quasi cinque milioni, tantissimo per un società che fattura ogni anno pochi milioni di euro, il club arrivò nel 2006 sull’orlo del fallimento. Intervistato nel 2011, il presidente Drago Cotar disse: “ Nel 2006 la situazione era disastrosa. I nostri debiti si aggiravano attorno ai cinque milioni. Riuscimmo a salvare il Maribor lavorando duramente… e anche con un pò di fortuna”. Per salvare il club, la società agì su più fronti. Vennero venduti i giocatori più forti e sostituiti da alcuni giovani del vivaio e da giocatori stranieri ingaggiati a parametro zero. Nel 2008 fu ultimata la ristrutturazione del Ljudski vrt e la capienza fu portata da qualche centinaio a tredicimila posti a sedere. L’impianto cominciò a registrare un numero di presenze mai visto.

Sportivamente la società si riorganizzò affidandosi alla competenza di tre leggende del calcio sloveno: come direttore tecnico venne assunto Zlatko Zahovic, ex attancante di Benfica, Siviglia e Porto, cresciuto nel Maribor; ad allenare la squadra venne chiamato Darko Milanic il quale, a sua volta, nominò come vice Ante Simundza, uno dei protagonisti della storica prima partecipazione alla Champions League del Maribor. Tutte le scelte si rivelarono efficaci e arrivarono i primi scudetti dopo quasi sei anni di assenza dai vertici della classifica.

 

Dal 2010 ad oggi

Un grossa mano al club la diede anche Maurizio Zamparini. L’imprevedibile presidente del Palermo, dopo aver visto la sua squadra rischiare l’eliminazione nei play-off di Europa League proprio contro il Maribor, in un solo colpo acquistò Josip Ilicic, Sinisa Andelkovic e Armin Bacinovic per una spesa complessiva di quattro milioni e settecentomila euro (possono sembrare cifre ridicole ma per un club sloveno significano quasi tre anni di investimenti e bilanci positivi).
Scongiurata definitivamente la crisi societaria, il Maribor rafforzò la sua leadership investendo in nuove strutture, nel settore giovanile e mettendo a segno un’incredibile serie di acquisti azzeccati, tra cui Etien Velikonja, Martin Milec, Robert Beric, Zoran Lesjak e Agim Ibraimi, quasi tutti rivenduti all’estero con una plusvalenza media superiore al 100%.

Negli ultimi due anni il Maribor ha raggiunto sempre i preliminari di Champions League non riuscendo però mai ad accedere alla fase a gironi: due anni fa fu eliminata dalla Dinamo Zagabria, l’anno scorso dal Viktoria Plzen.
Dopo aver vinto cinque campionati consecutivi, nell’ultima stagione il Maribor ha raggiunto un altro importantissimo traguardo riuscendo a qualificarsi ai sedicesimi di Europa League, persi poi contro i futuri campioni del Siviglia con il risultato complessivo di 3 a 4.
Nel 2014 il Maribor si è posizionato al 91esimo posto nel ranking UEFA per i club.

 

Il vivaio degli sloveni può competere, con le dovute proporzioni, con quelli della Dinamo Zagabria e del Partizan Belgrado, considerati i più fertili dell’ex Jugoslavia. Attualmente i giovani più promettenti in prima squadra sono Petar Stojanovic, Luka Zahovič (figlio di Zlatko), Dejan Trajkovski e Damjan Bohar.

Nella scorsa stagione la squadra slovena ha vinto per la sesta volta consecutiva il campionato e tenterà di accedere ai gironi di Champions League. Ricordandosi però la lezione imparata quattordici anni fa.

 

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*articolo rieditato

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