3
lug
2014

Il Sistema Partizan

Storicamente è la seconda squadra di Belgrado ma da una decina di anni il Partizan sta dominando il calcio serbo. Dal suo immenso settore giovanile dipende il futuro della nazionale serba.

Seconda tappa del giro fra le più importanti squadre dell’est degli ultimi anni. Abbiamo parlato della Dinamo Zagabria, nei prossimi giorni scriveremo di Sparta Praga, Maribor e Željezničar.

In altre circostanze sarebbe stato abbastanza curioso scrivere un pezzo per celebrare il successo del Partizan Belgrado alla fine di una stagione in cui il titolo nazionale è andato alla Stella Rossa. Quest’anno però, a Belgrado, perdere o vincere non sembrava importante come in passato. Almeno per le società.
Da una parte la Stella Rossa, tornata a vincere il campionato dopo sei anni ma in una situazione societaria disastrosa (ne abbiamo parlato qua), con circa quaranta milioni di debiti e una pessima organizzazione.
Dall’altra invece il Partizan, ormai diventata la squadra più importante di Serbia, che ha perso l’ultimo scudetto sia per una certa confusione tra lo staff sia per aver schierato spesso formazioni titolari con un età media molto giovane. Una linea verde che non ha ripagato subito la fiducia della società ma che nel lungo termine garantirà successi e ricavi importanti.
Una cosa simile accadde nelle stagioni 2005, 2006 e 2007 quando il Partizan, schierando una rosa giovane e inesperta, permise alla Stella Rossa di Zenga di vincere due scudetti consecutivi. Poi però i giovani del Partizan maturarono diventando quasi tutti degli ottimi giocatori e garantendo vittorie (sei campionati consecutivi) e introiti dalla loro vendita, mentre la Stella Rossa entrò negli anni più brutti della sua storia.

Da una decina di anni, i campi di allenamento del Partizan crescono i giocatori più promettenti di Serbia. E non è un risultato dovuto solo alla notorietà del club, la quale garantisce un grande afflusso di giovani, bensì ad un sistema nato nel 1998 e diventato, nel corso degli anni, una macchina perfetta.

 

Zemunelo

È il 1996 e la società bianconera ha in progetto di costruire un centro sportivo di proprietà. Vengono esaminate un paio di locazioni e si decide di costruire a Zemun, uno dei diciassette municipi di Belgrado.
Due anni dopo, lo Sporting Center Partizan-Teleoptik viene aperto ed è subito soprannominato “Zemunelo”, ispirato dal più famoso centro sportivo italiano. Il complesso si estende su di una superficie di quasi 100 mila metri quadrati e comprende un piccolo stadio da duemila posti a sedere, otto campi di allenamento, un business center, un palazzetto dello sport, un centro fitness con palestre e piscine, un collegio per i giovani tesserati con appartamenti e unità mediche.

 

Struttura giovanile

Il Partizan, come tutte le società professionistiche, possiede una struttura giovanile composta da diverse squadre per ogni fascia di età e lo staff che le segue può contare sui migliori allenatori e preparatori del paese. Oltre alle giovanili, il club può contare anche sulla proprietà del Teleoptik Zemun, una piccola squadra che gioca nella seconda divisione serba la cui rosa è composta interamente da giocatori provenienti dal Partizan. Questa affiliazione (anche se il termine non è corretto in quanto il Teleoptik è come se fosse un’altra squadra del Partizan) permette ai giovani di adattarsi al mondo professionistico e di giocare con continuità affrontando altre squadre di pari livello. Nel Teleoptik sono passati quasi tutti i talenti del Partizan che ora giocano nei maggiori campionati europei: da Jojic a Nastasic da Mitrovic a Sulejmani.
Zemunelo garantisce un flusso continuo di giovani titolari alla formazione del Partizan. Quest’anno hanno giocato con una certa continuità diversi giovani di cui sentiremo parlare ancora: Darko Brasanac, Milos Ostojic, Nikola Ninkovic, Filip Knezevic, Danilo Pantic e Andrija Zivkovic. Nessun’ altra squadra può appoggiarsi ad una struttura cosi efficiente. Solo un’altra società di Belgrado (non è la Stella Rossa) è riuscita, negli ultimi anni, a lanciare un buon numero di giovani promettenti: il Rad Belgrado. A livello europeo il Partizan è il secondo club per numero e qualità di giocatori cresciuti nel proprio settore giovanile, secondo solo al Barcellona.
Un’ulteriore prova della qualità del settore giovanile del Partizan è il numero di giocatori cresciuti a Zemunelo e ora con un posto in nazionale: dei 25 giocatori convocati dalla Serbia a giugno, ben 11 (Lukac, Stojkovic, Nastasic, Tosic, Petrovic, Matic, Fejsa, Jojic, Ljajic, Mitrovic e Markovic) hanno giocato per i bianconeri di Belgrado.

Qui sotto un breve riassunto dei giocatori più importanti venduti dal Partizan negli ultimi cinque anni:

S. Jovetic Fiorentina 8 mln 08/09
Z. Tosic Man Utd 7 mln 08/09
A. Ljajic Fiorentina 6,8 mln 09/10
I. Obradovic Saragozza 3,5 mln 09/10
S. Savic Man City 12 mln 11/12
M. Nastasic Fiorentina 2,5 mln 11/12
L. Markovic Benfica 10 mln 13/14
A. Mitrovic Anderlecht 5 mln 13/14
M. Scepovic Olympiakos 3,5 mln 13/14
M. Jojic Partizan 2,2 mln 13/14

 

La situazione del calcio serbo

Nonostante qualsiasi altra società europea potrebbe tranquillamente sopravvivere per anni solo con le entrare che genera il Partizan dalla vendita dei propri giocatori, il club di Belgrado e in generale tutto il calcio serbo si trovano in una brutta situazione economica: i club sono pubblici e non possono essere privatizzati. I dirigenti nominati dallo stato si sono rivelati nel tempo inadatti e nel peggiore dei casi corrotti, creando dei buchi nei bilanci e sottraendo soldi dalle casse delle società. Questa situazione ha danneggiato anche il Partizan, che nonostante gli ottimi ricavi, si trova oggi con una ventina di milioni di debiti e un futuro incerto.
Se, come auspicato da molti, il governo serbo decidesse di privatizzare i club, il Partizan farà gola a molti.

 

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*articolo rieditato

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