15
giu
2014

Il gigante di Zagabria

Il modesto campionato croato cresce ogni anno decine di ottimi giovani calciatori. La maggior parte di loro viene dalle giovanili della Dinamo Zagabria, una delle più grandi fucine di talenti d’Europa.

Prima tappa di un giro fra le più importanti squadre dell’est degli ultimi anni. Nei prossimi giorni scriveremo di Partizan Belgrado, Sparta Praga, Maribor e Željezničar.

Il Građanski Nogometni klub Dinamo Zagreb, conosciuta più semplicemente come Dinamo Zagabria, è la più importante e prestigiosa società croata, nonchè una delle più forti squadre dell’Europa balcanica. Nacque nel 1945 quando le tre squadre principali di Zagabria - HASK, Gradanski e Concordia - si unirono fra di loro.
La storia della Dinamo non è solo legata al calcio. Quando la Jugoslavia era in procinto di sciogliersi e cadere in una serie di tragici conflitti etnici, lo stadio della Dinamo, il Maksimir di Zagabria, fu teatro di uno degli avvenimenti che, a detta di molti, contribuì allo scoppio delle guerre jugoslave. Il 13 maggio 1990 prima della gara fra Dinamo e Stella Rossa ci furono violenti scontri fra tifosi croati, serbi e forze dell’ordine all’interno dello stadio. I disordini coinvolsero anche diversi giocatori croati: uno di questi, Zvonimir Boban (poi passato al Milan), con una ginocchiata ruppe lo zigomo ad un agente di polizia reo, secondo il giocatore, di aver picchiato un tifoso croato ferito e a terra.

Dopo l’indipendenza croata e un paio di anni di transizione, nei primi novanta la Dinamo Zagabria dà il via al suo dominio pressochè incontrastato nella Prva HNL, la prima divisione croata. Dal 1992 al 2014, i Modri (i blu) hanno vinto 16 campionati, 12 coppe nazionali e 8 supercoppe.
Come dicevamo sopra però, la poca competitività del campionato croato non ha permesso alla Dinamo di crescere nelle competizioni europee, anche se potenzialmente avrebbe potuto ottenere qualche buon risultato. Nel ranking UEFA di quest’anno è in 79esima posizione.

 

La creazione di una macchina perfetta

Da sempre la squadra della capitale attira un gran numero di giovani da tutto il paese. Nel passato però, non avendo una solida ed efficiente organizzazione giovanile, molti giocatori si perdevano e non trovavano le giuste condizioni per crescere. Le cose cambiarono nei primi anni 2000.
La società cominciò a diminuire progressivamente il numero di giocatori più esperti acquistati durante le sessioni di mercato e si concentrò sull’ingaggio dei migliori giovani croati. Prese anche l’abitudine di mandare i ragazzi - prima o dopo i diciotto anni, a seconda del talento - a giocare in prestito in altre squadre di prima o seconda divisione.
Nel 2006 una piccola società di Zagabria, la Lokomotiva, era sull’orlo del fallimento e rischiava di perdere il posto nella prima divisione. I dirigenti della Dinamo fiutarono l’opportunità e strinsero un rapporto di collaborazione. Di fatto la Lokomotiva Zagreb diventò una piccola Dinamo dove poter mandare a giocare i giovani più talentuosi.
C’è da dire che in Croazia i rapporti tra Dinamo e Lokomotiva sono molto criticati. Alcuni ritengono che la Lokomotiva vada in campo sapendo di dover perdere quando incontra la Dinamo. In alcuni casi si sono verificate delle strane rimonte e in generale le partite fra le due squadre non sono mai molto combattute.

Nelle stagioni 2007, 2008 e 2009, dopo la riorganizzazione del settore giovanile, si registrò un’incredibile impennata nei bilanci societari. Per capirci meglio, il bilancio annuale del club prima del 2007 si aggirava intorno ad una media di cinque-dieci milioni di utili, vendita dei giocatori compresa: tanto per una squadra croata, poco anche per un modesto club europeo. Le cose cambiarono quando la nuova politica della società diede i primi risultati. Eduardo, un giocatore brasiliano comprato per l’equivalente di centomila euro sette anni prima, venne venduto all’Arsenal per circa tredici milioni. Nello stesso mese, Vedran Ćorluka, difensore croato di 21 anni cresciuto nella Dinamo, venne venduto per la stessa cifra al Manchester City. Con i trentuno milioni di euro guadagnati dal mercato, i Modri continuarono a seguire la propria linea di sviluppo pescando i migliori giovani talenti sparsi per il paese, fra cui un’allora sconosciuto attaccante, Mario Mandžukić.

Come se non bastasse, nella stagione 2007/2008 esplose definitivamente un centrocampista fenomenale e appena ventunenne: Luka Modrić, probabilmente il miglior talento mai uscito dalle giovanili del club. Nel luglio 2008, la Dinamo, da tempo in trattative con il Tottenham, vendette Modrić per la cifra record di 21 milioni. A Modrić si aggiunsero le cessioni di Ognjen Vukojević e di Hrvoje Čale, che portarono il totale delle cessioni a più di trenta milioni. I soldi guadagnati vennero investiti secondo programma: nel settore giovanile, ampliando la rete degli osservatori, migliorando l’organizzazione e comprando i miglior talenti da ogni angolo del paese.

Dal 2008 la Dinamo registra annualmente una media di 10 milioni di euro incassati dalla sola vendita di giocatori. Oggi, quei calciatori, giocano quasi tutti ai massimi livelli europei e sono parte della colonna portante della nazionale. Nei trenta pre-convocati per i Mondiali in Brasile, diciotto hanno giocato, sono cresciuti o giocano nel gigante di Zagabria.

Qui sotto la lista completa dei giocatori più importanti venduti dalla Dinamo dal 2009 ad oggi:

D. Lovren Lione 8 mln 09/10
M. Mandzukic Wolfsburg 7 mln 10/11
I. Vrdoljak Legia Varsavia 1,5 mln 10/11
M. Kovacic Inter 11 mln 12/13
D. Vida Dinamo Kiev 5 mln 12/13
M. Badelj Amburgo 4 mln 12/13
T. Jedvaj Roma 5 mln 13/14
S. Vrsaljko Genoa 4 mln 13/14
A. Halilovic Barcellona 2,2 mln 14/15
M. Brozovic Inter 8 mln 14/15
D. Cop Cagliari 3 mln 14/15

 

Il futuro

Nel 2014 la Prva HNL è stata ridotta da dodici a dieci squadre: le prime quattro vanno in Europa, l’ultima diretta in seconda divisione e la penultima allo spareggio. Nonostante questa piccola riforma abbia reso leggermente più competitivo il campionato rispetto agli altri anni, la Dinamo ha vinto il titolo per la nona volta consecutiva. I Modri hanno distaccato di dieci punti la seconda classificata, il Rijeka, e di venti l’Hajduk Spalato.
Ad oggi, l’unica squadra che sembra poter dar fastidio alla Dinamo è il Rijeka. Il club della vecchia Fiume - di proprietà italiana - è riuscito a vincere la Coppa di Croazia battendo proprio i Modri per 0-1 e 0-2.

Da un paio di anni la Dinamo Zagabria è vista di cattivo occhio in Croazia. Il problema principale che ha messo la Dinamo contro le altre società e anche contro i propri tifosi è Zdravko Mamic, vicepresidente della Dinamo e di fatto l’uomo che controlla il club. Mamic è un tipo abbastanza autoritario e si sospetta che alcune sue pratiche, di cui abbiamo parlato ampiamente qua e qua, siano illegali o perlomeno scorrette. Altri club della prima divisione, Hajduk in primis, accusano Mamic di cercare ad ogni costo di favorire il suo club.

Nonostante i grandi guadagni ottenuti dalla vendita dei propri giocatori anche la Dinamo ha delle difficoltà economiche derivate dalla sua natura di società pubblica lasciata in eredità dal periodo jugoslavo. Lo stesso Mamic si è detto favorevole alla privatizzazione del club, come già successo a Rijeka.

 

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*articolo rieditato

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